Amministratori e sindaci, disciplina Irap

L’Agenzia delle Entrate, con la R.M. n. 78/E del 25 marzo 2009, ha ammesso la deducibilità Irap, in capo al soggetto erogante, dei compensi corrisposti ai componenti degli organi di gestione e controllo, e la relativa imponibilità per costoro richiamando altresì la precedente C.M. 12 dicembre 2001, n. 105/E. In tale sede, era stato, infatti, sostenuto che la riconduzione dei compensi percepiti per l’attività di amministratore, sindaco e revisore di società ed enti nella sfera di lavoro autonomo, assume rilevanza anche ai fini della determinazione della base imponibile da assoggettare a tassazione ai fini dell’Irap dovuta dal professionista e dal committente: conseguentemente, per l’impresa erogante i compensi corrisposti configurano componenti negativi deducibili ai fini dell’Irap dovuta. Il principio di cassa non opera, tuttavia, nel caso di società nominata amministratore di un’altra impresa, come peraltro sostenuto dall’Associazione Italiana dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, con la norma di comportamento n. 182 del 17 novembre 2011. Sul punto, si rammenta che un’impresa può assumere l’incarico di gestione di un’altra persona giuridica, come peraltro desumibile dalla disciplina civilistica delle società sia di persone (artt. 2361, co. 2, e 111-duodecies disp. att. c.c.) che di capitali. A quest’ultimo proposito, si pensi, ad esempio, al caso della s.r.l., soggetta ad alcune disposizioni legittimanti la fattispecie in parola: l’art. 2463, co. 2, n. 8), c.c., che – nel precisare il contenuto minimo obbligatorio dell’atto costitutivo – si riferisce semplicemente alle “persone cui è affidata l’amministrazione” e, quindi, non soltanto a quelle fisiche; l’art. 2475, co. 1, c.c., secondo cui – salva diversa disposizione dell’atto costitutivo – “l’amministrazione è affidata a uno o più soci, nominati con decisione dei soci ai sensi dell’art. 2479”. Conseguentemente, qualora il capitale sociale della s.r.l. sia detenuto esclusivamente da persone giuridiche, compete soltanto ad una o più di esse la gestione della società a responsabilità limitata, se non è stabilito diversamente.
In particolare, la norma di comportamento Aidc n. 182/2011 ha sostenuto l’esclusiva operatività, in capo ad entrambi i soggetti interessati, del principio di competenza, in virtù della natura reddituale del compenso, desunto dal rapporto sinallagmatico che si instaura in virtù del conferimento dell’incarico gestorio. È stata, inoltre, affermata la deducibilità del relativo costo dalla base imponibile Irap della società amministrata, ritenendo, quindi, che non operi la causa di indeducibilità prevista con riferimento alle spese per servizi di collaborazione per collaborazioni coordinate e continuative, in quanto riferita ai soli rapporti disciplinati di cui agli artt. 47, co. 1, lett. c-bis), e 49, co. 3, del Tuir, e non anche a quelli aventi natura imprenditoriale.
Analogamente, il compenso maturato dalla società amministrante rileva come componente positivo del proprio valore della produzione netta, in virtù del principio di derivazione dal bilancio d’esercizio, in quanto iscritto nella voce A)1) “Ricavi delle vendite e delle prestazioni” o A)5) “Altri ricavi e proventi”, a seconda che l’amministrazione di società rappresenti il core business oppure un’attività accessoria dell’impresa.
Il predetto principio competenza, e la conseguente rilevanza Irap del compenso, deve ritenersi applicabile anche al caso della società di persone gestita da un’altra impresa collettiva della medesima natura. Il soggetto amministrato, qualora non eserciti l’opzione di cui al co. 2 dell’art. 5-bis del D.Lgs. n. 446/1997, determina, infatti, la base imponibile Irap secondo le regole del Tuir, deducendo il compenso maturato dalla società amministratore, essendo qualificabile come costo per servizi, a norma del D.M. 17 gennaio 1992. Con l’effetto che la società amministrante consegue, per competenza, un componente positivo della base imponibile Irap, rappresentato da un ricavo caratteristico.