Contabilità semplificata per la cassa

A partire dal 1.1.2017, l’articolo 1, commi da 17 a 23, della Legge 11.12.2016, n. 232 (Stabilità 2017) ha previsto per le imprese minori a contabilità semplificata l’abbandono del principio di competenza per la determinazione del reddito, in favore dell’adozione del principio di cassa, già previsto per gli esercenti arti e professioni. In particolare, il reddito d’impresa è ora pari alla differenza tra l’ammontare dei ricavi / altri proventi percepiti e quello delle spese sostenute. A tale importo vanno aggiunti:
 l’autoconsumo personale o familiare dell’imprenditore di cui all’art. 57, TUIR;

  •  i redditi (proventi immobiliari) di cui all’art. 90, comma 1, TUIR;
  •  le plusvalenze di cui all’art. 86, TUIR;
  •  le sopravvenienze attive di cui all’art. 88, TUIR

e sottratte le minusvalenze / sopravvenienze passive di cui all’art. 101, TUIR.

Non rilevano ai fini della determinazione del reddito le esistenze iniziali / rimanenze finali. Il principio di competenza è stato confermato per la deduzione delle quote di ammortamento, le perdite di beni strumentali / su crediti, l’accantonamento TFR e sono state altresì confermate le deduzioni forfetarie per gli intermediari / rappresentanti di commercio, per gli esercenti attività di ristorazione e attività alberghiera, per gli autotrasportatori e per i distributori di carburante.

Da notare che anche il valore della produzione netta ai fini Irap verrà determinato secondo il criterio della cassa.
A livello contabile il modificato art. 18, DPR n. 600/73 prevede 3 alternative:
1^) in base al comma 2 le imprese minori potranno istituire appositi registri (2 distinti) nei quali annotare, cronologicamente – con riferimento alla data di incasso o di pagamento –, i ricavi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio, indicando il relativo importo, le generalità / indirizzo / Comune di residenza del soggetto che effettua il pagamento, gli estremi della fattura / altro documento emesso; i diversi componenti positivi e negativi di reddito, invece, andranno annotati entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi;

 
2^) in base al comma 4 le imprese minori potranno limitarsi alla tenuta dei registri Iva con l’aggiunta dei componenti non rilevanti a tali fini; qualora alle registrazioni effettuate ai fini IVA non corrisponda l’incasso del corrispettivo o il pagamento della spesa nel relativo anno, nei registri occorre riportare l’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti con l’indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono. I ricavi e le spese saranno poi separatamente annotati nei registri IVA relativi al periodo d’imposta in cui avviene l’incasso o il
pagamento, indicando il documento contabile già registrato ai fini IVA;

 
3^) in base al comma 5 le imprese minori potranno anche decidere per la tenuta dei soli registri ordinari Iva con la presunzione che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento (fermo restando l’obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione ai fini IVA): tale 3^ opzione è vincolante per almeno un triennio. Con un apposito DM saranno definite le modalità attuative delle disposizioni ora esaminate.

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